Tutti i grandi sono stati bambini, una volta

michael rosenTanti anni fa, durante un laboratorio in un aula di via Zamboni, un pedagogista di una certa età ci raccontò che, durante una riunione con un gruppo di mamme affannate, chi perché il suo bimbo ancora non usava il vasino, chi perché si svegliava la notte, aveva d’un tratto detto: “ma lo sapete che i vostri bimbi, un giorno moriranno?”. Fra le mamme era calato un silenzio imbarazzato, intervallato da qualche risatina nervosa, lo stesso che per altro calò in quel momento nell’aula di via Zamboni. In quell’attimo sentii che un mio stato interiore profondo era stato finalmente accolto in quelle aule universitarie.

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BURATTINIDO 2016/17

IMG_5595SONO APERTE LE ISCRIZIONI PER BURATTINIDO 2016/17

A chi si rivolge BURATTINIDO? 

BurattiNido si rivolge a bimbi nati nel 2014 (e che quindi abbiano compiuto o debbano compiere due anni). BurattiNido nasce per quelle famiglie che abbiano deciso di non iscrivere il loro bimbo al Nido, ma desiderino che abbia un’esperienza di socialità prima dell’inizio della Scuola dell’Infanzia.

Cos’è BurattiNido? 

BurattiNido è un progetto ludico/educativo per bimbi dai 24 ai 36 mesi svolto presso Burattinificio, la casa dei burattini della burattinaia/educatrice di nido Margherita.
BurattiNido è un progetto pensato, sognato e creato affinché i bimbi abbiano un approccio delicato al mondo della scuola e alle regole all’interno di un gruppo. BurattiNido, per questo motivo, ha un orario ridotto (dalle 8,45 alle 12 dal martedì al giovedì) ed è pensato per solo TRE BIMBI che al suo interno, con dolcezza, muoveranno i loro primi passi nel Mondo. 

Cosa si fa a BurattiNido?

BurattiNido, come suggerisce lo stesso nome, mescola l’esperienza del Nido a quella del Teatro e dei laboratori di Burattini. I bimbi saranno immersi in una cornice incantata di pupazzi, burattini, teatrini, marionette ed albi illustrati fiabeschi, con cui verranno a contatto quotidianamente attraverso attività di gioco strutturato proposte dall’educatrice. Al centro del progetto vi è una pedagogia dell’autonomia: i bambini, attraverso le routine del Nido e i laboratori, impareranno a gestire, giorno dopo giorno, la realtà circostante. 

Come scrive Maria Montessori: “…un’azione pedagogica efficace sui teneri bambini deve essere quella di aiutarli ad avanzare sulla via dell’indipendenza. Aiutarli ad imparare a camminare senza aiuto, a correre, a salire e scendere le scale, a rialzare oggetti caduti, a vestirsi e a spogliarsi, a lavarsi, a parlare per esprimere chiaramente i propri bisogni, a cercare con tentativi di giungere al soddisfacimento dei propri desideri – ecco l’educazione all’indipendenza…”.  Un bambino autonomo, è un bambino libero ed è per questo che lavoriamo in questa direzione.

Ma non solo….

Per i genitori interessati BurattiNido offre anche un supporto alla genitorialità a cura della Dr.ssa Emanuela Dozza (www.emanueladozza.it) e della Dr.ssa Mirella Donato (Genitori che Impresa). A chi fosse interessato ricordiamo quindi che : giovedì 14 aprile 2016 avrà inizio un laboratorio con i Genitori: quattro incontri in cui sarà possibile conversare con Emanuela Dozza  sul tema del cambiamento. Per saperne di più: LABORATORIO SUL CAMBIAMENTO.

Per informazioni su BURATTINIDO 2016/17 
potete scrivere a teatrinomangiafoco@gmail.com
oppure potete chiamare Margherita al 3465871003

Microcosmi e Grandi Mondi

illustrazione di ana juan wakefield

illustrazione di ana juan wakefield

Ultimo giorno di marzo. Oggi pomeriggio sarò alla Biblioteca di Villa Spada a raccontare fiabe “sui varchi magici”. Molte fiabe raccontano il cammino dell’eroe “oltre” la soglia magica. Le porte magiche possono essere un cavolfiore (e da qui trae il nome questo blog), uno specchio, un mazzo di cicoria, un armadio… Io e Nader, anni fa, avevamo scritto a quattro mani una fiaba che si chiamava “Turisti per casa”, in cui i protagonisti, attraversando varchi magici disseminati per la loro casa, si materializzavano per diversi luoghi della loro città. La casa/cortile, la casa che non finisce entro le proprie quattro mura ma si espande e prende parte alla grande festa della Metropoli che la circonda e che la inghiotte. 

Il quartiere risale il fiume, ma allora non avevamo tempo per guardarlo. D’estate ritorna un torrente. Porta con sé la strada, e la strada entra dalle finestre aperte nelle case al piano terra. Era tutto un dentro e fuori dalle nostre stanze, a ogni commissione, e ogni scusa era buona: ufficialmente non dovevamo uscire, ma pestavamo sempre quel grappolo di vie. I bambini si sentivano arrivare dietro gli angoli prima di vederli, si riconoscevano dal suono del passo, come di castagnole, sui ciottoli.

(Nader Ghazvinizadeh, “I Cosmonauti”, 2015, Edizioni Pendragon, Bologna)

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