Estate è il tempo dell’infanzia

fondo di palude“Oltre il cavolfiore” è in silenzio da quasi un mese, ed oggi avrei voluto parlare di routine a BurattiNido e di pedagogia; ma battendo sui tasti ho finito per raccontare di me, della mia vita, del mio passato, dei miei sogni. Evidentemente, in questo lunedì di luglio, la storia che voleva essere raccontata era questa:
Continua a leggere

Il Patto Educativo #2

Quella che segue è la seconda parte dell’articolo uscito la settimana scorsa, “Il patto educativo #1”.

Illustrazione di Beatrice Alemagna

Illustrazione di Beatrice Alemagna

Il “patto educativo” vive solo se, alla base, c’è un sentimento di fiducia fra la famiglia e le persone che si prendono cura del proprio bambino. Cosa vuole dire “fiducia”? La parola fiducia deriva dal latino fidere, “aver fede”. La fede è un sentimento che si basa non tanto su prove pratiche, quanto sul credere intimamente in qualcosa. “Avere fede” significa seguire il proprio istinto e saper trascendere la propria razionalità. I rapporti stessi, che siano d’amore, d’amicizia o di lavoro, dovrebbero fondarsi sulla fiducia, che non significa abbandonarsi in balia dell’altro, ma avere un atteggiamento positivo -per l’appunto, fiducioso- nei confronti delle differenze prodotte dall’alterità. 

Continua a leggere

Il patto educativo #1

Illustrazione di Beatrice Alemagna

Illustrazione di Beatrice Alemagna

“Cara Margherita, vorrei ancora ringraziarti a nome di Lorenzo innanzitutto. Sono certo che se potesse lo farebbe lui stesso. Questa esperienza è stata per lui e per noi molto importante e formativa e siamo sempre più contenti di averla fatta. Grazie anche della bellissima lettera che gli hai scritto: quando da grande la rileggerà potrà rivivere il primo vero percorso formativo della sua vita. Speriamo che anche i prossimi che si troverà ad affrontare possano essere per lui così positivi.”

Questa è la bellissima e commovente lettera che mi ha scritto un papà al termine del BurattiNido. Questa lettera mi ha in parte ricompensato del grandissimo impegno che mi è stato necessario per realizzare questo progetto al suo primissimo anno di vita: impegno nell’allestire gli spazi in maniera adeguata, nello strutturare tante attività diverse per i miei bimbi e, specialmente, impegno nel cercare quotidianamente di non far mai mancare energia, sorrisi e buon umore per i miei piccoli allievi.

Continua a leggere

Tutti i grandi sono stati bambini, una volta

michael rosenTanti anni fa, durante un laboratorio in un aula di via Zamboni, un pedagogista di una certa età ci raccontò che, durante una riunione con un gruppo di mamme affannate, chi perché il suo bimbo ancora non usava il vasino, chi perché si svegliava la notte, aveva d’un tratto detto: “ma lo sapete che i vostri bimbi, un giorno moriranno?”. Fra le mamme era calato un silenzio imbarazzato, intervallato da qualche risatina nervosa, lo stesso che per altro calò in quel momento nell’aula di via Zamboni. In quell’attimo sentii che un mio stato interiore profondo era stato finalmente accolto in quelle aule universitarie.

Continua a leggere

BURATTINIDO 2016/17

IMG_5595SONO APERTE LE ISCRIZIONI PER BURATTINIDO 2016/17

A chi si rivolge BURATTINIDO? 

BurattiNido si rivolge a bimbi nati nel 2014 (e che quindi abbiano compiuto o debbano compiere due anni). BurattiNido nasce per quelle famiglie che abbiano deciso di non iscrivere il loro bimbo al Nido, ma desiderino che abbia un’esperienza di socialità prima dell’inizio della Scuola dell’Infanzia.

Cos’è BurattiNido? 

BurattiNido è un progetto ludico/educativo per bimbi dai 24 ai 36 mesi svolto presso Burattinificio, la casa dei burattini della burattinaia/educatrice di nido Margherita.
BurattiNido è un progetto pensato, sognato e creato affinché i bimbi abbiano un approccio delicato al mondo della scuola e alle regole all’interno di un gruppo. BurattiNido, per questo motivo, ha un orario ridotto (dalle 8,45 alle 12 dal martedì al giovedì) ed è pensato per solo TRE BIMBI che al suo interno, con dolcezza, muoveranno i loro primi passi nel Mondo. 

Cosa si fa a BurattiNido?

BurattiNido, come suggerisce lo stesso nome, mescola l’esperienza del Nido a quella del Teatro e dei laboratori di Burattini. I bimbi saranno immersi in una cornice incantata di pupazzi, burattini, teatrini, marionette ed albi illustrati fiabeschi, con cui verranno a contatto quotidianamente attraverso attività di gioco strutturato proposte dall’educatrice. Al centro del progetto vi è una pedagogia dell’autonomia: i bambini, attraverso le routine del Nido e i laboratori, impareranno a gestire, giorno dopo giorno, la realtà circostante. 

Come scrive Maria Montessori: “…un’azione pedagogica efficace sui teneri bambini deve essere quella di aiutarli ad avanzare sulla via dell’indipendenza. Aiutarli ad imparare a camminare senza aiuto, a correre, a salire e scendere le scale, a rialzare oggetti caduti, a vestirsi e a spogliarsi, a lavarsi, a parlare per esprimere chiaramente i propri bisogni, a cercare con tentativi di giungere al soddisfacimento dei propri desideri – ecco l’educazione all’indipendenza…”.  Un bambino autonomo, è un bambino libero ed è per questo che lavoriamo in questa direzione.

Ma non solo….

Per i genitori interessati BurattiNido offre anche un supporto alla genitorialità a cura della Dr.ssa Emanuela Dozza (www.emanueladozza.it) e della Dr.ssa Mirella Donato (Genitori che Impresa). A chi fosse interessato ricordiamo quindi che : giovedì 14 aprile 2016 avrà inizio un laboratorio con i Genitori: quattro incontri in cui sarà possibile conversare con Emanuela Dozza  sul tema del cambiamento. Per saperne di più: LABORATORIO SUL CAMBIAMENTO.

Per informazioni su BURATTINIDO 2016/17 
potete scrivere a teatrinomangiafoco@gmail.com
oppure potete chiamare Margherita al 3465871003

Microcosmi e Grandi Mondi

illustrazione di ana juan wakefield

illustrazione di ana juan wakefield

Ultimo giorno di marzo. Oggi pomeriggio sarò alla Biblioteca di Villa Spada a raccontare fiabe “sui varchi magici”. Molte fiabe raccontano il cammino dell’eroe “oltre” la soglia magica. Le porte magiche possono essere un cavolfiore (e da qui trae il nome questo blog), uno specchio, un mazzo di cicoria, un armadio… Io e Nader, anni fa, avevamo scritto a quattro mani una fiaba che si chiamava “Turisti per casa”, in cui i protagonisti, attraversando varchi magici disseminati per la loro casa, si materializzavano per diversi luoghi della loro città. La casa/cortile, la casa che non finisce entro le proprie quattro mura ma si espande e prende parte alla grande festa della Metropoli che la circonda e che la inghiotte. 

Il quartiere risale il fiume, ma allora non avevamo tempo per guardarlo. D’estate ritorna un torrente. Porta con sé la strada, e la strada entra dalle finestre aperte nelle case al piano terra. Era tutto un dentro e fuori dalle nostre stanze, a ogni commissione, e ogni scusa era buona: ufficialmente non dovevamo uscire, ma pestavamo sempre quel grappolo di vie. I bambini si sentivano arrivare dietro gli angoli prima di vederli, si riconoscevano dal suono del passo, come di castagnole, sui ciottoli.

(Nader Ghazvinizadeh, “I Cosmonauti”, 2015, Edizioni Pendragon, Bologna)

Continua a leggere