Burattinificio, una terra di mezzo

 

arteliphoto.it/

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Per far comprendere a fondo cosa sia e quali scopi abbia il Burattinificio, per me, per noi che l’abbiamo fondato, ho deciso di riportare il discorso di benvenuto che ho fatto il giorno della sua inaugurazione, il 19/10/2013. Buona lettura

“Benvenuti nel Teatrino di Mangiafoco. Prima di cominciare vi chiedo per favore di spegnere i cellulari. Se per caso, nel corso dello spettacolo, un bambino ha paura, potete andare nella stanza di là e vedere se, dopo un break, ha voglia di riprendere a guardare lo spettacolo. Se invece non ne vuole proprio più sapere potete uscire, facendo più piano possibile, dalla porta sul retro e chiedendo cortesemente ad un altro spettatore se può chiudere la porta dopo che siete usciti, la porta infatti non si chiude da fuori, ma solo da dentro.  Sono graditissime le foto, potete scattarne quante volete e vi sarei molto grata se voleste condividerle su facebook. Noi siamo una piccola associazione che vive di passaparola.

Prima che lo spettacolo cominci, voglio ringraziare la mia famiglia, che mi ha supportato nella realizzazione di questo progetto: mia madre, mio marito, mio padre, i miei zii. La famiglia può essere una grande forza per tutti noi. Può essere la nostra forza più grande MA anche l’ostacolo più grande al raggiungimento della felicità.  Uno dei dolori più grandi è non sentirsi, specie da bambini, accolti e capiti dalla propria famiglia. E questa è anche la grande lezione delle fiabe, dove molto spesso la trama ruota intorno a grandi faide familiari, madri/matrigne, padri orcheschi, fratelli traditori, fratelli salvatori. Per questo motivo mi piacciono le fiabe, perché attraverso il linguaggio del sogno, che è il linguaggio che più si avvicina all’infanzia, si parla di importantissimi temi esistenziali. Le fiabe non sono realistiche, né vogliono esserlo, ma parlano di sentimenti molto realistici: la rabbia, la paura, la voglia di divorare, la paura di essere divorati. E’ anche per questo che spesso le fiabe fanno paura più ai genitori che ai bambini: perché parlano di sentimenti scomodi, che preferiremmo insabbiare. A me piace raccontare le fiabe ai bambini, ma anche ai genitori, perché penso possa essere l’inizio di una bella condivisione dei sentimenti, anche quelli scomodi, che non vorremmo vedere, ma che, volenti o nolenti, appartengono a tutti noi in quanto esseri umani. Il Teatrino di Mangiafoco nasce quindi con lo scopo di essere una terra di mezzo, una terra in cui bambini ed adulti possano indugiare per un po’ nel sogno, nella fantasia, e sperimentare senza rischi, giocare senza rischi con le loro paure e con il loro immaginario.

Buon spettacolo a tutti.”